La Basilica di Superga sulla cima della collina boscosa di Torino, con le Alpi innevate e le nuvole sullo sfondo
Basilica di Superga, Torino. Foto: CeciliaCas · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Torino è una città piana con un confine verde: appena oltre il Po comincia la collina, con ville, boschi e strade che salgono a tornanti. Da lassù la città si capisce meglio che da qualsiasi mappa, con la griglia delle vie, la punta della Mole e, nelle giornate limpide, l'arco delle Alpi dietro i tetti. Dalla Crocetta non è una passeggiata, ma una mezza giornata con i mezzi basta per le tappe vicine al fiume, e una giornata intera permette di arrivare fino a Superga. Ecco come dividere le salite.

La Gran Madre e il Monte dei Cappuccini

Il primo gradino è sulla riva del Po. Attraversando il ponte Vittorio Emanuele I da piazza Vittorio si arriva alla Gran Madre di Dio, il tempio circolare che Ferdinando Bonsignore disegnò guardando al Pantheon. La città la dedicò al ritorno del re Vittorio Emanuele I nel 1814, e i lavori durarono dal 1818 al 1831.

Poco a sud, una breve salita porta al Monte dei Cappuccini, un rilievo isolato affacciato sul fiume. In cima stanno la chiesa di Santa Maria al Monte, il convento e il Museo Nazionale della Montagna, ma molti salgono soprattutto per il piazzale: da qui la Mole si vede di fronte, con il centro ai suoi piedi. Al tramonto ci si arriva volentieri, e il ritorno verso piazza Vittorio è tutto in discesa.

Villa della Regina e la sua vigna

Più a monte, alle spalle della Gran Madre, sorge Villa della Regina. La volle intorno al 1615 il principe Maurizio di Savoia; il nome ricorda le regine di casa Savoia che la abitarono più tardi. Fa parte delle Residenze Sabaude riconosciute dall'UNESCO, ma la sua particolarità è un'altra: conserva una vigna in piena città, ripiantata in tempi recenti, da cui si ricava un Freisa di Chieri. Sono pochi i vigneti urbani in Europa, e questo è il solo di Torino. Controllate le aperture sui canali ufficiali di Villa della Regina prima di salire.

La basilica di Superga e il voto del 1706

Il punto più alto dell'escursione è il colle di Superga, a 672 metri. La basilica nasce da un episodio dell'assedio di Torino del 1706: il duca Vittorio Amedeo II salì fin qui per osservare le linee nemiche e fece voto alla Madonna di erigere una chiesa se la città si fosse salvata. Il cantiere, affidato a Filippo Juvarra, si aprì nel 1717 e la consacrazione arrivò nel 1731.

La grande cupola è visibile da gran parte della città. Nella cripta si trovano le tombe di molti membri di casa Savoia, e la salita alla cupola regala un panorama ampio verso le Alpi. Dietro la basilica, una lapide ricorda il 4 maggio 1949, quando l'aereo che riportava a casa il Grande Torino si schiantò contro il muraglione: ancora oggi è una meta di memoria per tifosi e visitatori.

Come salire: la dentiera da Sassi

Il modo più bello per arrivare a Superga è la tranvia Sassi-Superga, che i torinesi chiamano dentiera o dentera. La linea nacque nel 1884 con un sistema a fune e dal 1934 funziona a cremagliera: in poco più di tre chilometri supera un dislivello di oltre 400 metri, fra boschi e radure. Si parte dalla stazione di Sassi, sulla sponda destra del Po, che si raggiunge con i mezzi dal centro.

Prima di salire: la tranvia ha orari stagionali, giornate di chiusura e soste per manutenzione, con un bus al suo posto quando è ferma. Controllate il servizio sul sito GTT e, per la basilica, i canali ufficiali di Superga.

Dove dormire a Torino tornando dalla collina

Dopo una giornata di salite si apprezza una base semplice e pratica. Meet - Torino Apartments si trova in Via Gioberti, a pochi minuti da Porta Nuova. In Casa Gioberti trovate una camera matrimoniale con cabina armadio, un soppalco con letto singolo e un divano letto matrimoniale nella zona giorno, per un massimo di 5 ospiti. Tornati dalla collina, il tavolo rotondo e la cucina attrezzata bastano per chiudere la giornata con calma.

Casa Gioberti fra Crocetta e il centro

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