Installazione luminosa al neon rosso a forma di figura umana in volo, sospesa di notte sopra una via del centro di Torino
Installazione luminosa nel cielo di Torino in inverno. Foto: Ericwaltr · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Ci sono città che d'inverno appendono luminarie e città che chiamano gli artisti. Torino, dal 1998, ha scelto la seconda strada. Ogni anno, quando le giornate si accorciano, vie, piazze e facciate accolgono le opere di Luci d'Artista: installazioni luminose concepite da artisti contemporanei, che si guardano camminando, con il naso all'insù. Se vi capita di essere in città nei mesi freddi, è una ragione in più per uscire dopo cena invece di restare al caldo.

Una rassegna nata per cambiare volto alla città

L'idea prese forma alla fine degli anni Novanta su iniziativa del Comune, allora impegnato a costruirsi un'identità che andasse oltre la fabbrica. La prima edizione, nel 1998, riunì un gruppo di artisti italiani chiamati a lavorare con la luce: fra loro Giulio Paolini, che firmò Palomar per via Po, e Luigi Mainolfi. Le opere di quel primo nucleo sono ancora il cuore di una collezione che nel tempo si è allargata anche ad autori stranieri. Oggi il progetto resta della Città di Torino ed è realizzato dalla Fondazione Torino Musei, con il sostegno di Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.

Quando vederle

La stagione si apre di norma nella seconda metà di ottobre e arriva fino ai primi giorni di gennaio, quindi comprende l'autunno inoltrato, le feste e l'inizio dell'anno nuovo. Le opere non sono sempre le stesse: alcune tornano nei loro luoghi abituali, altre si spostano, e nuove installazioni si aggiungono alla collezione. Date, elenco e mappa si aggiornano a ogni edizione: prima di partire consultate i canali di Fondazione Torino Musei, della Città di Torino e di Turismo Torino e Provincia. Le luci si accendono con il buio, e in dicembre il buio arriva presto: si può iniziare il giro già nel tardo pomeriggio, senza fare tardi.

Due opere che restano

Due lavori si sono legati in modo stabile al loro luogo, e vale la pena cercarli anche fuori stagione. Il volo dei numeri di Mario Merz corre sulla cupola della Mole Antonelliana, a circa 3,1 km da casa: cifre al neon che seguono la successione di Fibonacci, in cui ogni numero è la somma dei due precedenti. Sta lì dal 2000 e oggi si accende ogni sera tutto l'anno, per cui fa ormai parte del paesaggio notturno torinese. Lo si coglie anche da lontano, passando per le vie del centro.

Sull'altra sponda del Po c'è Piccoli spiriti blu di Rebecca Horn, datata 1999: anelli di luce blu che circondano la chiesa di Santa Maria al Monte, sul Monte dei Cappuccini. Di sera il colle si riconosce da lontano, e vedere quel cerchio azzurro sospeso sopra il fiume è una delle immagini più riuscite della rassegna. L'artista è scomparsa nel 2024 e l'opera, di proprietà della Città, è stata restaurata pochi anni fa.

Come organizzare la passeggiata

Il modo giusto di vedere Luci d'Artista è camminare. Dalla zona di Porta Nuova, a circa 1,3 km da Via Gioberti, potete risalire verso Piazza San Carlo e proseguire fino a piazza Castello, sfruttando i portici quando piove, poi scegliere una direzione in base alla mappa dell'edizione in corso. Tre accortezze aiutano:

  • scaricate la mappa aggiornata, perché le posizioni cambiano e il ricordo dell'anno prima può ingannare;
  • vestitevi a strati e pensate alle scarpe: le sere invernali sono fredde e le distanze si sommano;
  • fate una sosta al caldo, magari con un bicerin in uno dei caffè storici, controllando prima gli orari.

Con i bambini la passeggiata funziona bene se breve e con una meta precisa: una o due opere bastano. Per altre idee di stagione leggete Torino in autunno e in inverno.

Dove dormire durante Luci d'Artista

Dopo una sera di cammino al freddo, conta avere un posto comodo a cui tornare. Casa Gioberti, l'appartamento di Meet - Torino Apartments fra Crocetta e il centro, è un bilocale multilivello di 55 mq con riscaldamento centralizzato, cucina attrezzata per una tisana o una cena semplice e un angolo lettura sul soppalco, utile per studiare la mappa del giorno dopo. Porta Nuova è a circa 15 minuti a piedi, e questo rende facile organizzare anche una visita breve, di fine settimana prima delle feste.

Casa Gioberti fra Crocetta e il centro

Un bilocale multilivello di 55 mq per fino a 5 ospiti, al piano rialzato di un palazzo signorile, a pochi minuti da Porta Nuova: cucina attrezzata, soppalco per lettura o lavoro e self check-in autonomo.