Per quattro anni, fra il 1861 e il 1865, Torino è stata la capitale d'Italia. Non sono molti, ma quel periodo è l'esito di una storia molto più lunga, nella quale la città è passata da avamposto romano a sede di una corte europea, per diventare infine il cuore politico del Risorgimento. Questa storia si legge ancora nella pianta del centro e nei suoi palazzi. Ecco le tappe essenziali, utili per guardare Torino con occhi diversi mentre la si percorre.
Dalla colonia romana al ducato
Dopo un primo insediamento dei Taurini, la città nacque come colonia romana in epoca augustea, con il nome di Augusta Taurinorum. Da quell'impianto derivano le strade regolari che incrociano il centro ad angolo retto. La Porta Palatina, nel Quadrilatero Romano, ne è il ricordo più visibile. Per secoli, però, Torino rimase una città di secondo piano: i Savoia, che controllavano un territorio a cavallo delle Alpi, avevano il centro del loro potere altrove.
1563: i Savoia scelgono Torino
La svolta arrivò nel Cinquecento. Con la pace di Cateau-Cambrésis del 1559 Emanuele Filiberto recuperò i suoi Stati, e decise di spostare la capitale da Chambéry a Torino, dove fece il suo ingresso nel 1563. Era una scelta che spostava lo sguardo della dinastia verso l'Italia, e da allora la città crebbe insieme alla corte. Il duca ordinò la costruzione della Cittadella, e nel secolo successivo i suoi successori ampliarono il centro con piazze e strade monumentali. Attorno a piazza San Carlo e a Palazzo Reale prese forma la Torino barocca che conoscete.
L'assedio del 1706 e il titolo di re
Nel 1706 le truppe francesi assediarono la città durante la guerra di successione spagnola. L'assedio durò mesi, da maggio a settembre, e si chiuse con la vittoria sabauda. A quei giorni appartiene l'episodio di Pietro Micca, il soldato minatore che morì facendo esplodere una galleria per impedire ai nemici di entrare nella Cittadella. La tradizione lega alla liberazione anche la basilica di Superga, voluta dal duca Vittorio Amedeo II.
Dopo la guerra quel duca ottenne la corona reale, prima di Sicilia e poi, dal 1720, di Sardegna. Il regno prese il nome dell'isola, ma la capitale rimase Torino.
Il Risorgimento e il 1861
Nell'Ottocento la città divenne il laboratorio dell'unità nazionale. Nel 1848 Carlo Alberto concesse lo Statuto, e nel Parlamento Subalpino, riunito a Palazzo Carignano, Cavour costruì la sua strategia politica. Il 17 marzo 1861, sempre a Torino, fu proclamato il Regno d'Italia, e Vittorio Emanuele II ne divenne il primo re. Dieci giorni dopo lo stesso Parlamento indicò Roma come futura capitale, ma Roma non faceva ancora parte del Regno.
Palazzo Carignano, progettato da Guarino Guarini, ospita oggi il Museo Nazionale del Risorgimento, dove si può vedere l'aula del Parlamento Subalpino, conservata com'era. È una visita che vale la pena anche per chi non ama la storia politica.
1864: la fine di un'epoca
Con la Convenzione di settembre del 1864 il governo si impegnò con la Francia di Napoleone III a spostare la capitale, e la scelta cadde su Firenze. A Torino la notizia provocò proteste durissime, represse con le armi: furono giorni drammatici, ricordati come la strage di Torino. All'inizio del 1865 Firenze assunse il ruolo di capitale, e la città perse corte, ministeri e impiegati.
Toccò a Torino reinventarsi, e lo fece con l'industria. Nel 1899 nacque la Fiat, e il Novecento fece della città la capitale italiana dell'automobile, come racconta il Lingotto. Molto più di recente, nel 2006, le Olimpiadi invernali hanno mostrato al mondo la sua nuova vocazione culturale e turistica.
Dove dormire a Torino per seguire questa storia
Questi luoghi si visitano quasi tutti a piedi: da via Gioberti piazza San Carlo è a circa 1,9 km e piazza Castello a circa 2,4 km. Casa Gioberti, di Meet - Torino Apartments, è un punto di partenza comodo per percorrere la storia della città in ordine, dalla stazione ottocentesca fino al centro romano.
Casa Gioberti fra Crocetta e il centro
Un bilocale multilivello di 55 mq per fino a 5 ospiti, al piano rialzato di un palazzo signorile, a pochi minuti da Porta Nuova: cucina attrezzata, soppalco per lettura o lavoro e self check-in autonomo.